{"id":314,"date":"2016-01-31T14:22:20","date_gmt":"2016-01-31T13:22:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.menottistanghellini.com\/?page_id=314"},"modified":"2016-02-02T12:48:23","modified_gmt":"2016-02-02T11:48:23","slug":"se-non-casti-cauti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/se-non-casti-cauti\/","title":{"rendered":"Se non casti, cauti"},"content":{"rendered":"<p lang=\"zxx\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Nel 2013, in un articolo intitolato &#8220;Il saggio recente di Francisco Rico sui rapporti fra Boccaccio e Petrarca: formulazione di nuove congetture rivoluzionarie sulla questione&#8221;, tuttora presente nel mio sito internet, <a href=\"http:\/\/www.menottistanghellini.com\/\">www.menottistanghellini.com<\/a>, sostenni che merito del filologo spagnolo era aver messo in luce il quadro dei rapporti fra i due amici Petrarca e Boccaccio, non idillico e tinto di rosa come era apparso, per esempio, dagli studi precedenti di Giuseppe Billanovich e Vittore Branca.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Quello che per me non risultava accettabile nelle conclusioni di Rico era il <i>contegno dimesso,<\/i> <i>arrendevole e quasi devoto del &#8216;novelliere&#8217; verso l&#8217;amico<\/i>. Sotto l&#8217;apparente atteggiamento ossequioso e pieno di ammirazione, testimoniato da aggettivi come &#8216;<i>illustris&#8217;<\/i>, &#8216;<i>venerabilis&#8217;<\/i>, &#8216;<i>sublimis&#8217;<\/i>, ero riuscito a intuire che <i>chi finisce per avere la peggio fra i due amici \u00e8 il Petrarca, che tratta l&#8217;altro come un servitore e lo considera come un fratello meno dotato, intellettualmente inferiore a lui, ma non si accorge che \u00e8 l&#8217;altro a condurre le danze in base a un piano freddo e ben calcolato. Chiss\u00e0 quanti codici &#8216;autentici&#8217; della latinit\u00e0 quel &#8216;fratello meno dotato&#8217; gli avr\u00e0 fatti inserire come doni negli scaffali della sua biblioteca, per avere la certezza che quei falsi costati tanto lavoro non sarebbero andati perduti e per di pi\u00f9 avrebbero ricevuto una valida autenticazione<\/i>.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><i>Il Petrarca non arriv\u00f2 a capire che dietro quel donatore, quel curioso e goffo uomo grasso, si celava Omero redivivo, quello stesso che in un&#8217;altra occasione&#8230; deve averlo guidato a Verona a scoprire il codice pseudo-ciceroniano con la corrispondenza di Attico, tanto da accrescere in lui l&#8217;illusione di essere un grande intenditore della letteratura latina, dal fiuto infallibile&#8230; A conti fatti, il Petrarca si valutava troppo, e fino a oggi continua a essere sopravvalutato, nonostante il &#8216;Canzoniere&#8217;, ma quando si capir\u00e0 che anche il suo capolavoro in volgare ha molti debiti in sospeso con Cecco e con i suoi numerosi pseudonimi, forse si cominceranno a spiegare, almeno in parte, molte cose, fra cui anche l&#8217;atteggiamento elusivo dell&#8217;aretino nei confronti dell&#8217;amico.<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Detto per inciso, sono convinto che qualche volta il senese si sia fatto pagare profumatamente qualche codice dall&#8217;amico umanista, che si serviva di vari copisti e era ben provvisto di soldi. Magari anche per non fargli venire in mente qualche sospetto di troppo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Altri potranno meglio mettere in chiaro la questione. A me \u00e8 bastato avere scoperto che tutti i codici in latino appassionatamente letti, studiati e annotati dal Petrarca altro non sono che falsi splendidi composti da Cecco-Boccaccio. Se per ora nessuno ci vuole credere, a me importa fino a un certo punto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Tempo indietro informai anche Francisco Rico di tutto questo. Non mi ha degnato di una risposta. Chi \u00e8 troppo sicuro di s\u00e9, fidando soprattutto nell&#8217;appoggio totale e incondizionato della consorteria accademica, per me non \u00e8 degno di fare il filologo. Rico avr\u00e0 letto anche Platone, ma ha capito molto poco dell&#8217;importanza attribuita dal filosofo al dubbio socratico. Una scienza umanistica presa troppo sul serio per interessi vari \u00e8 destinata a veder crollare tante impalcature pericolanti.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Premesso tutto questo, importante perch\u00e9 ci si renda meglio conto come a mio parere stia la faccenda, ora intendo occuparmi di un capitolo, il terzo, che nel saggio di Francisco Rico porta il titolo <i>Se non casti, cauti.<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Si legge nella traduzione di un passo del <i>De vita et moribus domini Francisci Petracchi de Florentia secundum<\/i> <i>Iohannem Bochacii de Certaldo<\/i>: &#8220;Cristiano scrupolosissimo, tanto che a stento potrebbe credersi se non per esperienza e conoscenza. Solo dalla libidine \u00e8 stato, non dico del tutto vinto, ma piuttosto alquanto molestato; per\u00f2 se a volte gli accade di soccombervi, almeno egli ha saputo &#8211; secondo il precetto dell&#8217;Apostolo \u2013 fare cautamente quanto non ha potuto castamente&#8221;.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Chi voglia essere informato ampiamente sulla questione non ha che da leggere con attenzione il capitolo di Rico, esaminando con un po&#8217; di cautela le conclusioni finali, per me discutibili. Mi limito a riassumerlo il pi\u00f9 brevemente possibile.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Nella Bibbia &#8220;questa presunta citazione di san Paolo&#8221; non c&#8217;\u00e8. Nella Lettera agli Efesini si legge: <i>Videte itaque, fratres, quomodo caute ambuletis, non quasi insipientes<\/i> <i>sed ut sapientes<\/i>.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Insomma l&#8217;Apostolo consiglierebbe: <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>State ben attenti, fratelli, a muovervi con cautela, comportandovi da persone avvedute<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>. Nel passo il verbo <i>ambulare<\/i> mi sembra che contenga un evidente significato sessuale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">L&#8217;avverbio <i>caute <\/i>richiama alla mente le espressioni <i>castissimi cautissimique <\/i>dell&#8217;autore<i> <\/i>latino Aulo Gellio (<i>Noctes Atticae<\/i>, II 28 2) e <i>Si non caste, saltem caute<\/i> di Bernardo Di Chiaravalle. Quest&#8217;ultimo si riferisce ai peccati del clero, non solo sessuali. Nel bestiario di Aberdeen (intorno al 1200) si insegna che la tortora e il passero sono esempi<i> ut vivas caste et ambules caute.<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Nel sinodo di Magonza del 1049 l&#8217;arcivescovo Adalberto, esortando il clero alla continenza, arriva a dire che, se proprio non riesca a dominarsi, si comporti<i> secundum illud quod dicitur: &#8220;Si non<\/i> <i>caste, saltem caute&#8221;. <\/i>Adalberto aveva presenti certamente due brani paolini: l&#8217;Apostolo invita a preferire la verginit\u00e0 al celibato, ma &#8220;non si oppone a che si sposi&#8221; chi non riesca a resistere alle fiamme dei sensi: <i>melius<\/i> <i>est enim nubere quam uri <\/i>(I Corinzi, VII 2-9).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Tutto questo sembra testimoniare che il falso rimando all&#8217;Apostolo si propag\u00f2 con insistenza.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Salimbene da Parma riferisce di aver sentito pi\u00f9 volte frati e secolari attribuire a torto a san Paolo il detto <i>Et si non caste,<\/i> <i>tamen caute <\/i>(<i>Cronica<\/i>, 1250, <i>De commendatione castitatis<\/i>). Lo stesso san Tommaso respingeva l&#8217;attribuzione apocrifa sostenendo che l&#8217;Apostolo con l&#8217;espressione <i>Si non caste, saltem caute<\/i> intendeva mettere in guardia contro gli uomini contrari alla castit\u00e0.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Insomma, secondo Rico, per il Boccaccio <i>Si non caste, tamen caute<\/i> sarebbe stato un precetto autentico dell&#8217;Apostolo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Aggiunge il filologo: &#8220;D&#8217;altronde Boccaccio, non gi\u00e0 religioso e devoto, ma baciapile, conosceva male le Scritture, che cita col contagocce, ed era privo di un&#8217;accettabile formazione teologica, sia prima che dopo essere stato ordinato. Resta valida la sentenza di De Sanctis: <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Regnano nel suo spirito, divinit\u00e0, Virgilio e Ovidio e Livio e Cicerone, e non ci \u00e8 Bibbia che tenga, e non ci \u00e8 san Tommaso<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>. L&#8217;apocrifa massima paolina circolava come genuina negli ambienti in cui si muoveva Boccaccio, ed egli l&#8217;accett\u00f2 tale e quale, senza controlli&#8221;.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Rico sul cosiddetto Boccaccio ha capito forse molto meno del De Sanctis e non si pu\u00f2 permettere di dare giudizi su chi ha tradotto e rielaborato, sotto lo pseudonimo di Gerolamo, le sacre Scritture, e per di pi\u00f9 composto l&#8217;<i>Iliade<\/i>, l&#8217;<i>Odissea<\/i>, l&#8217;<i>Eneide<\/i>, le opere di Ovidio, Livio, Cicerone e Aulo Gellio (che fa pensare a Angiolieri, il cognome vero del cosiddetto Boccaccio).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Sempre di mano del senese \u00e8 quanto, a dispetto delle datazioni paleografiche, ci rimane di Bernardo di Chiaravalle, dell&#8217;arcivescovo Adalberto, delle opere di san Tommaso e anche del bestiario di Aberdeen, in cui si legge che la tortora \u00e8 animale che vive castamente, notizia un po&#8217; strana che si ritrova, guarda caso, nel <i>Tresor<\/i> di Cecco-Brunetto Latini e in un sonetto molto bello di Cecco-Guinizzelli (n\u00b0 8).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Cecco-Boccaccio non era tanto sprovveduto da piazzare senza motivo l&#8217;adagio <i>Nisi castus, saltem cautus<\/i> nelle opere di tanti suoi pseudonimi. Lui la Bibbia e i Vangeli li conosceva bene come nessun altro, perch\u00e9 dentro ci aveva messo le mani piuttosto a lungo. Che poi l&#8217;amico Petrarca fosse lussurioso gli importava relativamente. Semmai gli importava molto di pi\u00f9 classificare cos\u00ec l&#8217;ipocrita nemico Dante che, mentre aspirava a assurgere alla visione di Dio tramite la donna-angelo Beatrice, continuava a lasciarsi dominare da una passione segreta per le donne disponibili e le giovanissime.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Cecco mirava soprattutto a colpire i lettori con una sventagliata di adagi, espressioni e particolari strani disseminati qua e l\u00e0 negli scritti dei suoi pseudonimi, perch\u00e9 finalmente qualcuno avveduto potesse trovare la chiave per accedere al suo complesso piano letterario spurio.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Pensa di esserci riuscito, dopo oltre sei secoli, un aspirante filologo attempato come me, che fra l&#8217;altro conosce abbastanza bene il senese antico, per me la chiave d&#8217;accesso alle varie questioni accennate sopra, ma che per ora si \u00e8 solo guadagnata la nomea di matto da parte degli specialisti, incapaci\u00a0\u00a0di distinguere lo stile e i temi di Cecco da quelli di Dante, che mirano per motivi non degni della scienza e della filologia a far rimanere immutato l&#8217;assetto attuale delle letterature europee che va da Omero fino al cosiddetto Boccaccio. Alla fine potrebbe anche darsi che avessero ragione, ma i sospetti pi\u00f9 forti vengono fuori proprio dal fatto che si rifiutano di avviare una discussione su un problema come questo che \u00e8 vitale per la cultura europea che conta di pi\u00f9.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2013, in un articolo intitolato &#8220;Il saggio recente di Francisco Rico sui rapporti fra Boccaccio e Petrarca: formulazione di nuove congetture rivoluzionarie sulla questione&#8221;, tuttora presente nel mio sito.. <a href=\"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/se-non-casti-cauti\/\" class=\"readmore\">read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":49,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/314"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=314"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/314\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":317,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/314\/revisions\/317"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/49"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}