{"id":293,"date":"2016-01-14T14:27:36","date_gmt":"2016-01-14T13:27:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.menottistanghellini.com\/?page_id=293"},"modified":"2016-01-18T09:44:20","modified_gmt":"2016-01-18T08:44:20","slug":"il-cavallo-di-troia-era-enea-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/il-cavallo-di-troia-era-enea-2\/","title":{"rendered":"Il cavallo di Troia era Enea"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Luciano Canfora su LA LETTURA del \u201cCorriere della Sera\u201d (20 aprile 2014), con un articolo intitolato <i>Il cavallo di Troia era Enea,<\/i> ha recensito l&#8217;edizione della <i>Storia della distruzione di Troia \u201c<\/i>di un simpatico falsario (forse databile all&#8217;inizio della nostra era) che si cel\u00f2 dietro il nome di Darete Frigio, sacerdote di Efesto e padre di due combattenti troiani sgominati dal greco Diomede all&#8217;inizio del V libro dell&#8217;<i>Iliade<\/i>&#8230;\u201d.<br \/>\nL&#8217;opera, giunta fino a noi in una versione latina (<i>Daretis Phrygii De excidio Troiae historia<\/i>), di cui fa cenno per primo \u201cun altro celebre falsario, Tolomeo Chenno (I sec. d.C.), citata per la prima volta da Isidoro di Siviglia (IV sec. d.C.) e forse nata non molto prima\u201d, ebbe grande successo nel Medioevo latino \u201ca giudicare dai molti manoscritti del X secolo. Nel XIII secolo fa capolino addirittura una versione pi\u00f9 ampia, scoperta da Courtney nel 1955. Ora, per Castelvecchi editore, l&#8217;opera appare ritradotta con brillantezza e qua e l\u00e0 compendiata da Luca Canali (<i>Storia della distruzione di Troia<\/i>); segue un ottimo corredo di note a cura di Nicoletta Canzi&#8230; L&#8217;originalit\u00e0 del libro di Darete&#8230; consiste nell&#8217;andare controcorrente rispetto alla tradizione\u201d.<br \/>\nFatta qualche citazione necessaria, cercher\u00f2 di riassumere nel modo pi\u00f9 breve possibile la recensione di Canfora: per Darete i torti maggiori sono dei greci, responsabili di una prima devastazione di Troia. Priamo \u00e8 felice di ospitare a corte Elena dalle belle gambe. Darete ritrae numerosi altri personaggi famosi: Briseide, \u201cdeliziosa ma pudica\u201d, Andromaca, \u201calta, casta, ma gradevole\u201d, Cassandra \u201cdi statura media e bocca alquanto rotonda\u201d, Pol\u00ecssena, \u201cla pi\u00f9 attraente di tutte le sorelle e di tutte le amiche\u201d, Ettore, strabico e balbuziente, Neott\u00f2lemo, figlio di Achille, anche lui balbuziente, Agamennone buono e saggio, Menelao, un mediocre.<br \/>\nPriamo, bellicista, persiste a tirare per le lunghe una guerra ormai persa. Enea da parte sua, con l&#8217;aiuto del padre e di Antenore, tradisce e apre le porte al nemico, in combutta con Sinone e Agamennone. Il famoso cavallo di legno viene ridotto a una protome equina scolpita sulle porte Scee, attraverso le quali Enea fa passare i greci. Occupata la citt\u00e0, Agamennone concede a Enea la salvezza di Ecuba e di Elena, ma impone al troiano di andarsene via in cerca di un&#8217;altra terra.<br \/>\nL&#8217;intento parodico fa pensare alla <i>Storia vera<\/i> di Luciano di Samosata, scrittore molto sospetto.<br \/>\nMi fermo qui: ce n&#8217;\u00e8 gi\u00e0 abbastanza per cercare di orizzontarsi un po&#8217; meglio in \u201cquesto strano racconto\u201d.<br \/>\nA mio parere il Darete che l&#8217;ha composto \u00e8 un altro pseudonimo di Cecco Angiolieri, il vero autore dell&#8217;<i>Iliade<\/i>, dell&#8217;<i>Odissea<\/i> e dell&#8217;<i>Eneide <\/i>a noi note.<br \/>\nSe ho ragione, \u00e8 errato far risalire al X secolo i molti manoscritti in cui \u00e8 contenuta la<i> Storia della<\/i> <i>distruzione di Troia<\/i>, come \u00e8 errato attribuire al VI secolo le opere di Isidoro di Siviglia, perch\u00e9 tutte altro non sono che falsi del senese in base a quanto ho sostenuto nel saggio <i>La<\/i> <i>grandezza di Cecco sconvolge l&#8217;Europa,<\/i> Aracne editr. 2011, pp. 227-230. Spetter\u00e0 ai paleografi controllare meglio il lavoro svolto in passato. Ma c&#8217;\u00e8 da tenere presente che anche lo stesso Luciano di Samosata, autore della <i>Storia vera<\/i>, \u00e8 un altro prestanome di Cecco. Ne ho parlato nel mio <i>Omero \u00e8 nato a Siena<\/i>, Betti editr. 2011, pp. 112-115.<br \/>\nUno strano giullare colto senese, goffo e grasso, si \u00e8 insinuato nelle letterature europee che vanno da Omero fino al tempo del cosiddetto Boccaccio, ricreando le opere dell&#8217;antichit\u00e0 classica e altomedievale scomparse durante il periodo delle invasioni barbariche e dei secoli bui a esse susseguiti, e successivamente divertendosi a irridere i due poemi epici greci mediante i quali si \u00e8 attribuito l&#8217;appellativo di poeta sovrano in chiara polemica contro il suo alunno Dante, divenutogli nemico. L&#8217;irrisione non \u00e8 certo casuale e gratuita: \u00e8 un ennesimo segnale che Cecco ha lanciato per portare qualcuno dei posteri pi\u00f9 accorto alla scoperta del suo piano letterario.<br \/>\nCos\u00ec ha fatto anche con l&#8217;<i>Eneide<\/i> servendosi di una semispecie di antologia filosofica in sette libri un po&#8217; mutili del suo <i>alter ego<\/i> Macrobio: l\u00ec non \u00e8 strano che un personaggio di nome Evangelo, \u201cnome dal quale appare fare capolino il bastian contrario e giullare Angiolieri, parli molto male del poeta latino, l&#8217;opera del quale \u00e8 a suo giudizio piena di strafalcioni e degna di essere data alle fiamme\u201d. Macrobio-Evangelo e Darete Frigio sono fratelli di latte, figli del grande giullare colto senese.<br \/>\nLa frase citata sopra \u00e8 tratta dal mio recente saggio intitolato <i>L&#8217;Umanesimo, la grande beffa di Cecco Angiolieri<\/i>, ilmiolibro.it, Siena 2014, pp. 48-49.<br \/>\nLe mie congetture potranno far discutere, se qualcuno si degner\u00e0 di parlarne: per\u00f2, spiegando cos\u00ec la faccenda, torna tutto in base al piano letterario di Cecco, dietro il quale si cela, per esempio, anche l&#8217;Eumolpo del <i>Satyricon<\/i>, capace di comporre poemi immortali con rapidit\u00e0, grande genio e abilit\u00e0 artistica e successivamente di riderci sopra alterandone la trama.<br \/>\nL&#8217;Angiolieri lavora duramente a ricreare i poemi di Omero e di Virgilio, e subito dopo si diverte a irriderli, scompigliarli e distruggerli tramite i suoi prestanome, con il sorriso sulle labbra, come ho sostenuto nelle pagine del saggio appena citato. Se le cose stanno cos\u00ec, la tecnica paleografica ne riceverebbe un brutto colpo.<br \/>\nChe la mano sia quella del giullare Cecco ce lo dicono molti particolari di vario genere: uno viene fuori dal vezzo di attribuire a personaggi dell&#8217;epica, come l&#8217;eroe Ettore e il figlio di Achille Neottolemo, la balbuzie, un difetto fisico proprio del senese, che non ha esitato a appiopparlo anche a Esopo, Alcibiade, Demostene, all&#8217;imperatore Claudio e al monaco medievale Beda, una grande gloria letteraria medievale degli inglesi, un po&#8217; difettosa perch\u00e9 anch&#8217;essa risulta spuria, come ho sostenuto nel saggio <i>La grandezza di Cecco&#8230;<\/i>, gi\u00e0 citato.<br \/>\nSemmai ci si potrebbe domandare perch\u00e9 il senese ha fatto un traditore di Enea, un troiano, una vittima dei greci tanto odiati, ingannatori e violenti. Ma anche il pio Enea una colpa ai suoi occhi ce l&#8217;ha: ha dato inizio, seppure spinto dalla volont\u00e0 del fato, a quello che diverr\u00e0 l&#8217;impero di Roma, basato sulla brama di potenza e di ricchezza, e per questo merita una punizione, che Cecco non esita a attuare, ma lo fa senza infierire troppo su uno dei suoi personaggi di maggior successo, da lui molto amato, con il sorriso a fior di labbra.<br \/>\nA guardare bene la vastit\u00e0 dell&#8217;impero di Roma, sapientemente organizzato e strutturato, \u00e8 destinata dalla provvidenza divina a favorire la diffusione del cristianesimo, e il senese attraverso i suoi prestanome lo mette pi\u00f9 volte in rilievo. Cos\u00ec si riesce a capire meglio anche il significato che il poeta ha inteso assegnare alla parola \u201cpio\u201d, spesso legata al nome di Enea.<br \/>\nTuttavia si potrebbe perfino arrivare a pensare che Cecco, bistrattando Enea, finga comicamente di avercela fina con il creatore dell&#8217;eroe troiano, il suo <i>alter ego<\/i> Virgilio, autore di un poema che sarebbe pieno di strafalcioni e degno di essere dato alle fiamme.<br \/>\nMa soprattutto il cosiddetto mantovano sarebbe colpevole per aver fatto da guida compiacente al viaggio ultraterreno di Dante, che nel mondo dei morti raffigura il suo maestro senese come peccatore goloso e sodomita (e anche questo finora nessuno l&#8217;aveva capito) nei personaggi di Ciacco e di Brunetto Latini, neppure esitando sprezzantemente a definirlo un poeta superato quando, nel canto XXIV del <i>Purgatorio<\/i>, coll&#8217;intento<i> <\/i>mettere in risalto la propria concezione stilnovistica della poesia e insieme soprattutto denunciare la falsit\u00e0 della <i>Vita nova<\/i>, fa parlare di Cecco-Guittone una controfigura del senese come il notaio Bonagiunta da Lucca. E nel canto XXVI tirer\u00e0 in ballo Guido Guinizzelli, presunto padre dello stilnovo, un poeta fantasma di cui non c&#8217;\u00e8 rimasto niente o quasi di originale.<br \/>\nIl canzoniere a lui attribuito sarebbe farina di Cecco. Il senese, loico e vendicativo, tramite quello mira a colpire il suo alunno fiorentino, ora divenutogli nemico, il quale atteggiandosi a giudice dei suoi simili ha messo Guido fra i lussuriosi del <i>Purgatorio<\/i>, riservando per s\u00e9 la visione di Dio.<br \/>\nCecco, sotto le false vesti del Guinizzelli, nel bel sonetto 11 del canzoniere attribuito al cosiddetto padre dello stilnovo, esprime con vigore il desiderio di baciare la bocca, il bel viso e gli occhi della bambina Lucia, ma subito dopo finge comicamente di pentirsene in atto di deferenza verso Dante, lussurioso cacciatore di giovanissime: al v. 5 ho congetturato la parola senese <i>citolina<\/i>, bambina, ragazzina, al posto di <i>sirolina<\/i> dei codici e di <i>s\u00ec lorina<\/i> di Gianfranco Contini, che hanno poco senso.<br \/>\nChe il bersaglio sia Dante ce lo dice la terzina finale del sonetto, di cui trascrivo la mia parafrasi. Dice il falso Guinizzelli: <i>Ma di ci\u00f2<\/i> <i>mi pento, perch\u00e9 ho pensato che questo mio modo d&#8217;agire potrebbe recare dispiacere, e non poco, a qualcuno che conosco io.<br \/>\n<\/i>Chi volesse rendersi meglio conto di queste congetture, pu\u00f2 leggere il mio articolo intitolato <i>La<\/i> <i>canzone \u201cDonne ch&#8217;avete intelletto d&#8217;amore\u201d demolisce l&#8217;autenticit\u00e0 della \u201cVita nova\u201d, <\/i>che fa parte<i> <\/i>del saggio<i> Risolta la questione omerica, <\/i>Betti editr., Siena 2012, e anche la mia <i>Introduzione<\/i> a <i>Le rime di<\/i> <i>Dante Alighieri <\/i> (ilmiolibro.it, Siena 2014), il cui vero autore non \u00e8 certo Dante ma Cecco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luciano Canfora su LA LETTURA del \u201cCorriere della Sera\u201d (20 aprile 2014), con un articolo intitolato Il cavallo di Troia era Enea, ha recensito l&#8217;edizione della Storia della distruzione di.. <a href=\"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/il-cavallo-di-troia-era-enea-2\/\" class=\"readmore\">read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":49,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/293"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=293"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":302,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/293\/revisions\/302"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/49"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}