{"id":171,"date":"2015-11-25T12:26:37","date_gmt":"2015-11-25T11:26:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.menottistanghellini.com\/wordpress\/?page_id=171"},"modified":"2016-01-07T10:45:45","modified_gmt":"2016-01-07T09:45:45","slug":"la-chiave-di-lettura-della-novella-di-ser-ciappelletto-nel-decameron","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/la-chiave-di-lettura-della-novella-di-ser-ciappelletto-nel-decameron\/","title":{"rendered":"La chiave di lettura della novella di ser Ciappelletto nel &#8220;Decameron&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A mio parere finora gli specialisti non hanno capito che nella prima novella del\u00a0<i>Decameron<\/i>, quella di ser Ciappelletto, l&#8217;autore ha calcato a bella posta la mano su certi particolari, che forse sono autobiografici, facendo di tutto per suggerire ai lettori: &#8220;Attenti al personaggio principale di questa prima novella. Posso anche avergli attribuito qualcosa di troppo, ma quel notaio rispecchia molto di me, della mia vita e delle mie opere&#8221;.<br \/>\nNessun lettore e nessuno studioso finora c&#8217;\u00e8 arrivato perch\u00e9, in base all&#8217;opinione dominante, Giovanni Boccaccio ormai anziano, creatosi la nomea improbabile di Giovanni della Tranquillit\u00e0, appare avere poco in comune con quel notaio iracondo, malversatore, spregiudicato e omosessuale, che in punto di morte riesce a ingannare i fedeli ingenui e creduloni facendosi passare per un mezzo santo.<br \/>\nSecondo me, che vedo nel cosiddetto certaldese uno pseudonimo di Cecco Angiolieri, quest&#8217;ultimo ha molto da spartire con il notaio pratese, simile nell&#8217;aspetto a un piccolo tronco o a un bariletto.<br \/>\nPrima di tutto anche il senese era <i>sere<\/i>, vale a dire notaio. Mancano le prove che nella vita reale non si facesse scrupolo di falsificare gli atti e di ricorrere a false testimonianze come ser Ciappelletto, ma un simile comportamento in Cecco non stupirebbe.<br \/>\nNemmeno meraviglierebbe troppo vederlo nelle vesti di violento e di iracondo, capace di arrivare a ferire e a uccidere, visti i suoi trascorsi: da giovane a Siena fu coinvolto in un processo per l&#8217;accusa di aver ferito, forse mortalmente, un tale Dino da Monteluco durante una rissa, riuscendo a sgabellarsela grazie al probabile intervento del padre Angioliero, banchiere piuttosto in vista nella citt\u00e0, figlio di un altro Angioliero, un donnaiolo accanito, soprannominato Solaf\u00ecca, divenuto ricco e famoso per i suoi prestiti a papa Gregorio IX.<br \/>\nDella voracit\u00e0 di Cecco ci ha lasciato testimonianza Dante nell&#8217;episodio infernale del goloso Ciacco. Contro il parere di tutti i dantisti ho dimostrato che Ciacco pu\u00f2 essere solo Cecco, che da amico e maestro di Dante, per motivi a noi ignoti ma facilmente intuibili (basta leggere come si deve <i>Vita<\/i> <i>nova<\/i> e <i>Rime di Dante<\/i>, due splendidi falsi dell&#8217;Angiolieri), si attir\u00f2 l&#8217;odio del fiorentino.<br \/>\nHo portato addirittura le prove, rifacendomi alla <i>Commedia <\/i>e ai sonetti di Cecco-Folg\u00f3re, che il senese fece parte senza ombra di dubbio della brigata spendereccia senese: qui ci sono di mezzo il sommo poeta, alcune opere che Dante non si \u00e8 mai sognato di scrivere, e tutto il bel castello di carte che a Firenze si \u00e8 creato per dare maggiore lustro al proprio cittadino pi\u00f9 grande, ma anche pi\u00f9 gloria e vantaggi economici alla citt\u00e0, con l&#8217;appoggio autorevole dell&#8217;Accademia della Crusca.<br \/>\nQueste non sono affermazioni improvvisate. Chi volesse rendersene meglio conto, visto che non sono cose dappoco, non ha che da leggere un mio saggio intitolato\u00a0<i>Da grovigli di falsi esce un<\/i> <i>Dante sconosciuto&#8230;<\/i> (Siena 2013, ilmiolibro.it)<br \/>\nUn particolare importante \u00e8 costituito dal nome vero del personaggio, vale a dire ser Cepparello, che in Francia divenne ser Ciappelletto: i francesi, infatti, <i>non\u00a0<\/i><i>sappiendo che si volesse dir Cepparello<\/i>, collegando nella loro lingua il nome a &#8220;cappello&#8221;, cio\u00e8 &#8220;ghirlanda&#8221;, lo chiamavano ser Ciappelletto. E quel &#8220;ghirlanda&#8221; sembra quasi anticipare la beatificazione del notaio.<br \/>\nA questo punto sarebbe importante cercare di capire il significato di Cepparello. I commentatori chiamano in causa il notaio Cepparello o Ciapperello Dietaiuti da Prato, menzionato in alcuni documenti della fine del Duecento.<br \/>\nLa cosa comincia a farsi interessante perch\u00e9, per esempio, lo strano pseudonimo Bondie Dietaiuti, tipico di uno scampato alla morte, figura in due composizioni che chiudono la collana dei trenta sonetti cortesi di Rustico Filippi, da me pubblicati nel 2008 per l&#8217;Accademia dei Rozzi di Siena, dei quali tutti assegnai la vera paternit\u00e0 proprio a Cecco Angiolieri.<br \/>\nLa parola ceppo indica la parte inferiore, quella pi\u00f9 dura, di un tronco d&#8217;albero che sta sotto terra e dalla quale si dipartono le radici, oppure la sezione di un tronco su cui si tagliava la testa ai condannati a morte, oppure pi\u00f9 semplicemente un grosso palo o un ciocco molto duro. Erano anche chiamati ceppi dei grossi e pesanti pezzi di legno che si mettevano ai piedi dei prigionieri e dei galeotti per impedirne la fuga. Come traslato la parola assumeva vari significati, fra cui quello di uomo di pochi scrupoli e insensibile, di capostipite (Cepparello nel nostro caso verrebbe a assumere il significato di rampollo, scavezzacollo non molto raccomandabile), e anche di regalo per le feste natalizie.<br \/>\nCercare di distinguere il significato pi\u00f9 aderente alle caratteristiche del personaggio di cui si parla nel racconto non \u00e8 facile, ma propenderei per quello di persona dura, decisa e senza tanti scrupoli, di uomo dalla condotta discutibile e disposto a tutto, quasi un pezzo da galera sempre pronto a ingannare i propri simili.<br \/>\nQuando si legge che come notaio ser Cepparello arriva a contraffare atti pubblici, si potrebbe vedere in questo anche un&#8217;allusione dello scrittore alla propria attivit\u00e0 di falsario, letterato colto e dalla natura giullaresca, che persegue un piano volto a irridere, con una serie impressionante di opere spurie, quanti si danno arie di dotti e di sapienti. Indicativo \u00e8 anche il particolare delle prime due lettere del nome che fanno pensare a Cecco, come il suo prestanome Cenne dalla Chitarra, l&#8217;altra faccia di Folg\u00f3re da San Gimignano, un poeta grande e straordinario che non pu\u00f2 essere venuto fuori all&#8217;improvviso. Nessuno finora \u00e8 mai riuscito a collegare la formazione di Folg\u00f3re con l&#8217;ambiente culturale della sua cittadina: la grande poesia non pu\u00f2 nascere di colpo e per caso.<br \/>\nIl piano di Cecco \u00e8 sbalorditivo: si tratterebbe della pi\u00f9 grande beffa mai escogitata al mondo, che investe tutte le letterature europee e ogni genere letterario della cultura alla base della civilt\u00e0 occidentale, dalla poesia fino alla storia, alla scienza e alla filosofia, senza esclusione neanche delle sacre Scritture.<br \/>\nPer tutto questo non esiterei a spiegare il significato di Cepparello con termini che esprimono bene la sua caratteristica principale, vale a dire &#8220;imbroglione&#8221;, &#8220;turlupinatore&#8221;, &#8220;ingannatore&#8221;.<br \/>\nHo segnalato quelle che sono le novit\u00e0 maggiori da me riscontrate di recente in questa novella, ma per capirla a fondo sarebbe necessario anche soffermarsi pi\u00f9 a lungo sulla sua trama, come ho fatto circa sei anni indietro nel saggio intitolato\u00a0<i>Il &#8220;Decameron&#8221; \u00e8 di Cecco<\/i> <i>Angiolieri.<\/i> A distanza di tempo le mie ricerche hanno fatto progressi inattesi, ma quelle due paginette che trascrivo qui sotto erano gi\u00e0 abbastanza illuminanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che la novella sia da attribuire a Cecco appare indubbio da molti particolari di contenuto, oltre che di stile e di linguaggio. Prima di tutto dalla conoscenza reale del mondo degli affari in terra di Francia, legato a mercanti, banchieri e speculatori italiani. Con quel mondo l&#8217;Angiolieri venne per sua sfortuna a contatto, restando vittima di una truffa sapientemente architettata ai suoi danni: forse non sar\u00e0 neppure un caso che qui si faccia menzione dei borgognoni, &#8220;uomini pieni d&#8217;inganni&#8221;, descritti come &#8220;riottosi e di mala condizione e disleali&#8221;.<\/em><br \/>\n<i>Anche la menzione di Musciatto Franzesi, fiorentino di nascita, arricchitosi in Francia come<\/i> <i>banchiere e passato al servizio di Carlo di Valois, non \u00e8 certo casuale. Cecco, sotto le vesti di Giovanni Villani, ne parla ampiamente nella sua <\/i><em>&#8220;Nuova Cronica&#8221;<\/em><i> (Libri 8 e 9).<\/i><br \/>\n<em>Le cose pi\u00f9 notevoli linguisticamente sono l&#8217;aggettivo &#8220;assettatuzzo&#8221;, che vale elegante e ben pettinato e che si ritrova pari pari nel sonetto dantesco a Sennuccio del Bene (d. 7, v. 4), un falso di Cecco, la parola &#8220;usurieri&#8221;, presente nel &#8220;Decameron&#8221; IV, 10, 1, nelle boccacciane &#8220;Esposizioni sopra la Comedia&#8221; (Canto XVII, 1), in Giordano da Pisa (163, 1) e in Guittone, insieme alle espressioni &#8220;dare per Dio&#8221; e &#8220;dare per l&#8217;amor di Dio&#8221;, frequenti nel senese e nei suoi pseudonimi.<br \/>\nMa ci\u00f2 che attira maggiormente l&#8217;attenzione \u00e8 la figura del protagonista di questa novella, un notaio disonesto che falsa gli atti, omosessuale, golosissimo, bevitore, baro e spergiuro. Dopo una vita peccaminosa volta a malversazioni di vario genere e all&#8217;inganno dei suoi simili, ser Cepparello da Prato, chiamato Ciappelletto, &#8220;ghirlandetta&#8221; in Francia, viene incaricato da Musciatto Franzesi della riscossione di &#8220;certi crediti fatti a pi\u00f9 borgognoni&#8221;. In Borgogna viene ospitato da due usurai fiorentini, ma si ammala gravemente e viene a trovarsi in pericolo di vita. <\/em><br \/>\n<i>I due devono cos\u00ec affrontare una situazione difficile: non possono, morente com&#8217;\u00e8, metterlo fuori di<\/i> <i>casa, ma se terranno presso di loro un uomo macchiato da tanti peccati, che non potr\u00e0 neanche ricevere l&#8217;assoluzione, correranno il rischio di essere assaliti dalla gente del posto che li odia per la loro attivit\u00e0 di strozzini e che cerca di cogliere ogni pretesto per depredare i loro averi.<\/i><br \/>\n<em>Ser Ciappelletto, venuto a conoscenza di ci\u00f2, li leva dall&#8217;imbarazzo dicendo loro che se chiameranno a confessarlo &#8220;un santo e valente frate&#8221;, metter\u00e0 tutto a posto: ha offeso tanto Dio in vita, che se in punto di morte lo offender\u00e0 ancora, la differenza sar\u00e0 poca.<\/em><br \/>\n<em>In breve: dalla confessione piena di menzogne ben dette viene fuori un ser Ciappelletto quasi santo, che riceve l&#8217;assoluzione, l&#8217;estrema unzione e la sepoltura in chiesa con\u00a0 tutti gli onori, fatto per di pi\u00f9 oggetto della devozione dei fedeli che finiscono per adorarlo come santo dispensatore di miracoli. L&#8217;intento dello scrittore \u00e8 chiaro: mettere in\u00a0 evidenza come anche i peccatori pi\u00f9 grandi <\/em><i>possano diventare, con la compiacenza interessata dei servitori di Dio, figure esemplari degne di essere venerate dal popolo, cui la semplice fede non basta, ma cerca sempre il sovrumano e il soprannaturale, coadiuvato dai religiosi, che vedono in tutto ci\u00f2 un mezzo per racimolare denaro e offerte varie.<\/i><br \/>\n<em>Tutto bene, ma chi \u00e8 realmente ser Ciappelletto? Sar\u00e0 un personaggio reale conosciuto da Cecco o quest&#8217;ultimo sotto di lui avr\u00e0 voluto rappresentare, seppure in parte, la sua vita di peccatore? Va tenuto presente che anche il senese esercit\u00f2 certamente la professione di notaio: non avr\u00e0 falsificato gli atti come ser Ciappelletto, ma non era stato proprio uno stinco di santo, almeno da giovane. Si sa che per un certo tempo fu omosessuale, goloso, bevitore, che pratic\u00f2 l&#8217;usura sospinto dal bisogno di denaro, che onorava poco il padre e la madre, che credeva poco in Dio e meno nei santi e dietro le idee eretiche celava propositi rivoluzionari per il tempo.<br \/>\nSe in questo ho ragione, anche parzialmente, si avr\u00e0 un&#8217;altra prova della grandezza di Cecco: di s\u00e9 non ci ha nascosto niente e mira a descriversi com&#8217;\u00e8, senza ricorrere a tanti espedienti e mascheramenti. Qualcuno con una fama molto pi\u00f9 grande della sua e che fu suo nemico accanito, non seppe e non volle fare altrettanto.<\/em><\/p>\n<p>Non so se siano siano pienamente affidabili queste mie congetture, ma posso solo dire che se non mi fossi persuaso dell&#8217;assetto errato di tutte le letterature europee da Omero fino al tempo del Boccaccio, non avrei certo speso una decina di anni della mia vita a lavorarci sopra nel tentativo di mettere in luce un panorama culturale europeo pi\u00f9 vicino a quello reale.<br \/>\nE non \u00e8 stato facile, perch\u00e9 le critiche di studiosi che vanno per la maggiore in Italia e all&#8217;estero me le aspettavo, ma non quelle dell&#8217;ambiente in cui vivo. Eppure, se un giorno verr\u00e0 fuori che avevo ragione, la citt\u00e0 che beneficer\u00e0 maggiormente dalle mie ricerche sar\u00e0 Siena, destinata a acquistare parte dell&#8217;importanza che in passato hanno avuto Atene e Roma, grazie a Cecco.<br \/>\nSono convinto che di recente, per l&#8217;ingenuit\u00e0 di quanti ne hanno sostenuto la candidatura a capitale europea della cultura facendo leva su cose un po&#8217; scontate come le bellezze artistiche e il palio, la citt\u00e0, per di pi\u00f9 venutasi a trovare al centro di uno scandalo bancario di eco internazionale, si \u00e8 vista superare da Matera.<br \/>\nMi dispiace che attualmente non sia pi\u00f9 all&#8217;altezza del suo passato, chiusa com&#8217;\u00e8 da oltre sessant&#8217;anni nel cerchio soffocante di una politica a senso unico, che inalberando la bandiera delle teorie egualitarie concepite e vagheggiate non certo a Atene, ma forse proprio a Siena, dal patarino\u00a0 Cecco-Platone, \u00e8 riuscita a ridurre al lumicino la pi\u00f9 antica banca del mondo. E deprimente \u00e8 stata l&#8217;immagine che una Siena priva degli antichi slanci ne ha ritratta.<br \/>\nCecco, inizialmente una specie di giullare colto, animato da forte passione per i viaggi, le lingue straniere, le opere in prosa, in poesia e anche di genere enciclopedico, concep\u00ec il piano grandioso e quasi impossibile di ricreare i capolavori del passato andati perduti negli anni bui in cui l&#8217;impero di Roma si disgreg\u00f2, soprattutto a causa delle invasioni barbariche.<br \/>\nIn questa sua attivit\u00e0, tanto incredibile da apparire perfino folle, trov\u00f2 sfogo alla sua natura irruentemente geniale e portata a infrangere le regole di vita dell&#8217;ambiente borghese in cui visse parte dei suoi anni.<br \/>\nCostretto per l&#8217;accusa di eresia a un esilio forzato che lo ridusse a diventare un morto vivente, speriment\u00f2 un&#8217;infinit\u00e0 di esistenze nascondendosi sotto una folla impressionante di pseudonimi caratterizzati dalla passione di scrivere capolavori che abbracciano poesia, romanzo, saggistica, storia, filosofia, scienze varie.<br \/>\nIracondo e violento come quanti si sentono perseguitati, si vendic\u00f2 dei suoi simili tramite i suoi falsi infiniti, una burla epica che investe tutto il cosiddetto Umanesimo e anche le opere perdute dei pi\u00f9 grandi autori altomedievali.<br \/>\nQuando gli studiosi cominceranno a rendersi conto delle conseguenze di quella che \u00e8 molto pi\u00f9 di una burla, dovranno decidere che giudizio dare su Cecco Angiolieri. E non sar\u00e0 facile perch\u00e9 si troveranno davanti una marea di capolavori.<br \/>\nSe ho visto giusto sul fatto che anche in quelli ritenuti essere stati composti da san Gerolamo, sant&#8217;Agostino e san Tommaso d&#8217;Aquino c&#8217;\u00e8 la mano di Cecco-ser Ciappelletto, viene da domandarsi quali potrebbero esserne le conseguenze.<br \/>\nMa una cosa rimane indubitabile: senza Cecco la civilt\u00e0 occidentale sarebbe oggi molto diversa da quello che \u00e8, e sotto questo falsario goloso, iracondo, violento, bisessuale, tormentato dalla paura mai sopita per la condanna come eretico, dalla mania di persecuzione e forse dalla balbuzie, si cela non solo il pi\u00f9 grande poeta e romanziere, ma anche il pi\u00f9 grande pensatore vissuto al mondo. Come \u00e8 possibile mettere a confronto con Matera una Siena per quanto malridotta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per farla breve ricordo i nomi di soli cinque pseudonimi del suo figlio pi\u00f9 grande, e non c&#8217;\u00e8 santi che tengano: Omero, Platone, Aristotele, Lucrezio, Virgilio.<br \/>\nMa non \u00e8 possibile tralasciare un autore, sotto le cui vesti di terziario francescano Cecco si nascose pi\u00f9 a lungo, Giovanni Boccaccio, che dall&#8217;alto del suo minuscolo castello in una Certaldo ventosa come Troia, durante le giornate serene, chiss\u00e0 quante volte avr\u00e0 guardato in direzione della selva di torri della vicina Siena. Per amore o per odio?<br \/>\nNella sua tomba terragna, sulla quale andr\u00e0 inciso il nome di Cecco Angiolieri, una piccola chiesa di Certaldo contiene i resti mortali di un senese che ha ricreato le opere perdute pi\u00f9 grandi della civilt\u00e0 greca, romana e altomedievale.<br \/>\nQuando gli studiosi di tutto il mondo si renderanno conto di questo e i certaldesi diventeranno consapevoli che la loro cittadina, grazie a Cecco, ha le carte in regola per essere un faro e un monito per la societ\u00e0 occidentale, quella chiesa diventer\u00e0 uno dei mausolei pi\u00f9 importanti del pianeta Terra con i resti mortali di un senese iracondo, violento, malversatore, omosessuale e falsario, che ha improntato del suo genio smisurato una grande civilt\u00e0, attualmente sovrastata dai pericoli del rimescolamento solo apparentemente pacifico di popolazioni lontane dal nostro modo di vivere, che potrebbero farla scomparire o alterarla irrimediabilmente, come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto per le civilt\u00e0 precedenti che hanno contribuito a formarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Quest&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato sul periodico &#8220;Le Antiche Dogane&#8221; nel maggio 2015<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A mio parere finora gli specialisti non hanno capito che nella prima novella del\u00a0Decameron, quella di ser Ciappelletto, l&#8217;autore ha calcato a bella posta la mano su certi particolari, che.. <a href=\"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/la-chiave-di-lettura-della-novella-di-ser-ciappelletto-nel-decameron\/\" class=\"readmore\">read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":49,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/171"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/171\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":268,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/171\/revisions\/268"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/49"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}