{"id":167,"date":"2015-11-25T12:24:44","date_gmt":"2015-11-25T11:24:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.menottistanghellini.com\/wordpress\/?page_id=167"},"modified":"2016-01-07T10:38:04","modified_gmt":"2016-01-07T09:38:04","slug":"i-limiti-della-storia-e-la-vendetta-di-cecco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/i-limiti-della-storia-e-la-vendetta-di-cecco\/","title":{"rendered":"I limiti della storia e la vendetta di Cecco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sul \u201cGiornale\u201d del 27 marzo 2014 ho letto che Pietrangelo Buttafuoco ha scritto con l&#8217;attore Edoardo Sylos Labini una\u00a0pi\u00e9ce\u00a0su Nerone, che dovrebbe essere andata in scena nell&#8217;ottobre successivo al teatro Manzoni di Milano.<br \/>\nNiente a questo mondo \u00e8 statico e fisso: anche la storia \u00e8 in continua evoluzione perch\u00e9 in ogni epoca si analizza il passato da punti di osservazione in perenne spostamento. Ma tutto questo ha un limite: \u00e8 valido purch\u00e9 i documenti in nostro possesso siano autentici.<br \/>\nQuando, come nell&#8217;articolo gi\u00e0 citato e in altri scritti, si vede in Nerone un imperatore infangato dalla storiografia ufficiale che lo accus\u00f2 di aver messo a fuoco Roma e perseguitato i cristiani, mentre di fatto egli rivoluzion\u00f2 le arti sceniche, abbass\u00f2 le imposte al popolo, tolse potere all&#8217;oligarchia e combatt\u00e9 contro i senatori lobbisti, quando si ammette che perfino il suo maestro Seneca congiur\u00f2 contro di lui, bisognerebbe dimostrare l&#8217;attendibilt\u00e0 delle fonti da cui si sono attinte tali notizie.<br \/>\nDei problemi legati agli scritti di autori del periodo che va da Nerone fino a Traiano ho parlato a lungo nel saggio\u00a0<em>La<\/em> <em>grandezza di Cecco sconvolge l&#8217;Europa<\/em> (Aracne editr., 2011, pp. 201-205): non ne \u00e8 uscita molto bene l&#8217;autenticit\u00e0 delle opere attribuite non solo a Quintiliano e ai due Plinii, ma anche a Seneca e a uno storico come Tacito.<br \/>\nUn certo interesse ha destato di recente il saggio di Massimo Fini intitolato <em>Nerone.\u00a0Duemila anni di\u00a0calunnie.<\/em> Sostiene Fini che l&#8217;imperatore fu certamente un megalomane e un visionario, ma anche l&#8217;artefice di un&#8217;arditissima rivoluzione culturale mirante a dirozzare i romani e a indirizzarli verso i costumi ellenistici, molto pi\u00f9 civili e raffinati.<br \/>\nInsomma sarebbe stato un uomo in grande anticipo sui suoi tempi, un bizzarro incrocio fra un principe rinascimentale e un teppista, un ragazzaccio avido di vita e di piaceri. E anche un esibizionista, uno psicolabile schiacciato da una madre autoritaria e castratrice. Questo imperatore chitarrista, cantante, poeta, attore, scrittore, auriga, curioso di scienza e di tecnica, fautore delle pi\u00f9 ardite esplorazioni, un monarca assoluto, us\u00f2 del proprio potere in senso democratico e govern\u00f2 per il popolo contro le oligarchie che lo opprimevano e lo sfruttavano, inaugurando quella che oggi chiamiamo la politica-spettacolo.<br \/>\nI senatori e gli intellettuali non capirono Nerone o non vollero capirlo per non compromettere i loro\u00a0\u00a0interessi e privilegi. Lo cap\u00ec invece la plebe romana che lo am\u00f2 a lungo anche dopo la sua scomparsa, portando fiori sulla sua tomba.<br \/>\nHo in parte riassunto e in parte citato alla lettera un estratto del libro di Massimo Fini riportato dallo stesso quotidiano. Quanto l&#8217;autore scrive su Nerone risulta certo interessante, pur se non del tutto nuovo, ma \u00e8 destinato a rimanere di natura congetturale se non venga confermato da notizie ricavate su testi di provata autenticit\u00e0: nel personaggio dell&#8217;imperatore avverto troppo la mano di Cecco-Boccaccio, grande romanziere e falsario che ha lavorato di fantasia su poche notizie tramandate intorno all&#8217;autocrate, riprendendole non si sa da dove.<br \/>\nChi, per esempio, se non il colto giullare senese, goloso e bisessuale, pu\u00f2 avere inventato il nome stesso del prefetto del pretorio di Nerone, Tigellino, vale a dire \u201cbocconcino\u201d, \u201cfocaccina\u201d?<br \/>\nSu un particolare come questo posso anche sbagliare per le mie nozioni limitate sulle antichit\u00e0 romane, anche quelle archeologiche, e metto le mani avanti chiedendo scusa, ma chi vuole rendersi conto di che cosa fosse capace il senese nella ricostruzione romanzata della vita dei romani, non ha che da leggere il <em>Satyricon<\/em>, nel quale Cecco-Petronio Arbitro, per esempio, ci ha lasciato in chiave comica anche il ritratto pi\u00f9 vivo di s\u00e9 tramite il personaggio del vecchio Eumolpo, capace di piazzarsi nella cabina del pilota durante una tempesta in mare e di stendere in quattro e quattr&#8217;otto un poema su una pergamena immensa. A tale proposito si veda il mio saggio\u00a0<em>Risolta la questione omerica<\/em>, Siena 2012, pp. 75-82.<br \/>\nSi sapr\u00e0 presto se ho avuto ragione a parlare di questa su Nerone come di storia romanzata: gli specialisti per secoli hanno accolto passivamente le notizie presenti nei codici medievali, ritenuti copie autentiche degli originali latini e greci.<br \/>\nOra l&#8217;ipotesi da me avanzata nel 2009, in base alla quale dietro il Boccaccio del <em>Decameron\u00a0<\/em>si celerebbe Cecco, \u00e8 confermata dalla mia scoperta di due raccolte di novelle, veri e propri\u00a0<em>Decameron\u00a0<\/em>senesi, finora attribuite dai codici a autori improbabili come Gentile Sermini e ser Giovanni Fiorentino (<em>L&#8217;Umanesimo, la grande beffa di Cecco Angiolieri<\/em>,\u00a0 Siena 2014, ilmiolibro.it,\u00a0pp. 57-90).<br \/>\nSe Giovanni Boccaccio sparir\u00e0 dalla scena che ha occupato per tanto tempo recitando in essa una parte di primo piano e il suo posto sar\u00e0 preso da Cecco, dobbiamo aspettarci imminenti cambiamenti radicali nella letteratura italiana delle origini, e non solo in quella.<br \/>\nNon sar\u00e0 facile discernere il falso dall&#8217;autentico, ma se, per esempio, si arrivasse alla conclusione che quanto vado sostenendo da anni, vale a dire che Tucidide, Livio e Tacito, tanto per citare gli storici pi\u00f9 grandi, sono fasulli, risulterebbe evidente lo sconquasso che subirebbero la ricerca e le indagini sul passato, e anche tutto ci\u00f2 che oggigiorno a quello \u00e8 legato e investe tanto letteratura, storia e filosofia quanto scienza, tecnica, industria, il mondo scolastico retrostante, e perfino la religione. Non si dimentichi, a tale proposito, che a Tacito sono legate le prime testimonianze storiche sul cristianesimo.<br \/>\nUtile per capire meglio la personalit\u00e0 di Nerone \u00e8 stato un bel documentario sulla <em>Domus Aurea<\/em>, trasmesso nei primi giorni di novembre 2014 da Sky, libero dalle solite invadenti inserzioni pubblicitarie e perfino da qualche frequente errore di pronuncia di parole sulle quali, detto fra parentesi, gli autori di documentari del genere dovrebbero cercare di mettere gli accenti giusti per evitare errori a presentatori digiuni di lingue morte, e talvolta anche di quelle vive.<br \/>\nAlla fine, attraverso le immagini del filmato, lo spettatore potrebbe essere tentato di vedere nell&#8217;imperatore pi\u00f9 che altro un megalomane, ma secondo me si tratterebbe di un deduzione poco meditata: in fondo lo stesso Adriano, ritenuto un buon imperatore, con la sua reggia di Tivoli, rimasta a met\u00e0, non si comport\u00f2 molto diversamente.<br \/>\nBisogna tenere conto che un simile comportamento era legato solo in parte alla ricerca di fama e di prestigio personale da parte degli autocrati, che spesso con questi lavori pubblici trovavano anche un modo per non lasciare inattivi bravi artigiani e artisti e per evitare che una massa eccessiva delle plebi delle citt\u00e0, soprattutto quelle di una metropoli come Roma, rimanessero senza occupazione troppo a lungo, sopravvivendo grazie a misere sovvenzioni statali.<br \/>\nQuando, come ai nostri giorni, la saggistica registra una perdita continua di lettori, sorprende che il libro di Massimo Fini abbia avuto un successo notevole, successo che forse in misura maggiore si appresta a conseguire il recente <em>bestseller\u00a0<\/em>di un Alberto Angela in gran forma, intitolato\u00a0\u00a0<em>I tre giorni di Pompei<\/em>.<br \/>\nAngela per le notizie intorno alla citt\u00e0 e ai suoi abitanti si \u00e8 basato molto su relazioni scritte degli scavi succedutisi\u00a0<em>in loco<\/em>\u00a0dal Settecento fino al nostro tempo. Tuttavia \u00e8 innegabile che il racconto dei giorni della tragedia causata dall&#8217;eruzione si basi quasi esclusivamente sulle notizie particolareggiate tramandateci da Plinio il Giovane in una lettera indirizzata, nientepopodimeno, allo storico Tacito. Ritengo che questo senza dubbio tolga al saggio un po&#8217; di credibilit\u00e0 e di interesse: che sia morta tanta gente \u00e8 indubbio, ma quanto avvenne in quei giorni tragici \u00e8 solo ricostruibile congetturalmente, e Cecco l&#8217;ha fatto molto bene.<br \/>\nPer giustificare la mia posizione su Gaio Plinio Cecilio Secondo, credo di fare cosa utile trascrivendo le poche righe che gli dedicai nel saggio\u00a0<em>La grandezza di Cecco sconvolge l&#8217;Europa<\/em>, gi\u00e0 citato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Detto comunemente Plinio il Giovane, per distinguerlo da suo zio, l&#8217;ammiraglio, nacque a Como nel 61 d.C., fu avvocato di grido, ricopr\u00ec numerose cariche pubbliche e visse nell&#8217;agiatezza.<\/em><br \/>\n<em>Gli vengono attribuiti il \u201cPanegirico a Traiano\u201d&#8230; e dieci libri di \u201cLettere\u201d, sugli argomenti pi\u00f9 disparati: famosa quella in cui chiede istruzioni e suggerimenti a Traiano su come comportarsi verso i cristiani, con annesso rescritto dell&#8217;imperatore, ma non meno famose quelle sull&#8217;eruzione del Vesuvio nel 79 e sulle fonti del Clitunno. \u00c8 sempre stato considerato una specie di giornalista \u201cante litteram\u201d, vanitoso e garrulo. Emulo di Cicerone, si forma sugli insegnamenti di Quintiliano, tiene rapporti con letterati e poeti, talvolta finanziandoli generosamente. Suoi amici sono Marziale, Tacito, Svetonio e ebbe imitatori in Simmaco e Sidonio Apollinare.<\/em><br \/>\n<em> Con un prestanome molto ricco come lui il povero Cecco si poteva permettere di avere ville e tenute in mezza Italia, di regalare milioni agli amici e di comprare opere d&#8217;arte greche dispendiose: l&#8217;antica ricchezza era solo un sogno lontano, e apparentemente disprezzato, ma sempre vivo.<\/em><br \/>\n<em> Tutto questo basta a far relegare il comasco senza tante esitazioni fra gli pseudonimi di Cecco&#8230;<\/em><br \/>\n<em> Anche quella di suo zio Plinio il Vecchio, l&#8217;ammiraglio, autore di una \u201cNaturalis historia\u201d in 37 libri, sospetto che sia gloria angiolieresca usurpata&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlando dell&#8217;imperatore Adriano nel saggio\u00a0<em>Da grovigli di falsi esce un Dante sconosciuto&#8230; <\/em>(Sie<em>n<\/em>a 2013, ilmiolibro.it\u00a0), scrivevo a proposito di lui che nel 124-125 avrebbe compiuto un viaggio in Sicilia per salire sull&#8217;Etna a osservare l&#8217;alba che lass\u00f9 ha i colori dell&#8217;arcobaleno:\u00a0il viaggio riflette troppo la passione di Cecco naturalista e appassionato di vulcani che arriv\u00f2 a far descrivere al proprio pseudonimo Plinio il Giovane la famosa eruzione del Vesuvio\u00a0che distrusse Pompei e caus\u00f2 la morte di suo zio Plinio il Vecchio, grande naturalista e ammiraglio della flotta romana di stanza a Miseno, ma in verit\u00e0 solo apprezzato scrittore enciclopedico agli ordini di Cecco. Teniamo poi presente che anche Cecco-Virgilio aveva parlato dell&#8217;Etna.<br \/>\nUna conferma su quanto sostengo intorno a Plinio il Vecchio emerge dalla notizia che lo stesso avrebbe scritto un&#8217;opera storica in 31 libri, in prosecuzione di quella di Aufidio Basso.<br \/>\nQuando spunta fuori il numero 31, Cecco cerca di mettere il lettore sul chival\u00e0: qui, con un particolare come questo, a mio parere intende segnalare che Plinio il Vecchio \u00e8 un suo\u00a0<em>alter ego<\/em>.<br \/>\nSe spesso nei miei scritti sfido vanamente i filologi a dare una parafrasi aderente al testo del famoso sonetto\u00a0<em>Guido, i&#8217;<\/em> <em>vorrei<\/em>, attribuito a Dante, c&#8217;\u00e8 un motivo preciso: in esso figura la frase\u00a0<em>quella ch&#8217;\u00e8 &#8216;n sul numer de le trenta<\/em>,\u00a0vale a dire la <em>trentuno<\/em>, parola che interpretata in base al senese antico metterebbe in serio pericolo l&#8217;onore della povera Beatrice.<br \/>\nDante, se fosse stato lui l&#8217;autore del sonetto, non si sarebbe certo sognato di farla partecipare a una magica crociera d&#8217;amore, organizzata da Merlino, insieme alle amanti dei suoi amici Guido Cavalcanti e Lapo Gianni (Cecco Angiolieri,\u00a0<em>Le rime di Dante Alighieri<\/em>, a c. di M.Stanghellini, Siena 2014, ilmiolibro.it, pp.139-141).<br \/>\nSu Tacito desta molti dubbi il fatto che, dopo Plinio il Giovane, nessuno fino a Tertulliano menzioni\u00a0\u00a0uno storico della sua importanza e che Ammiano Marcellino abbia voluto farsi continuatore delle sue\u00a0<em>Historiae<\/em>. Di Tertulliano e Ammiano mi sembra di aver detto abbastanza sul saggio\u00a0<em>La grandezza di\u00a0Cecco&#8230;,<\/em> gi\u00e0 citato: i loro scritti mi sono apparsi poco raccomandabili quanto a autenticit\u00e0, come del resto quelli dello stesso Tacito, sui quali ho parlato pi\u00f9 a fondo nell&#8217;articolo \u201cIl pessimismo di Tacito ovvero l&#8217;ottimismo cristiano di Cecco\u201d in\u00a0<em>Risolta la questione omerica<\/em>\u00a0(Siena 2012, Betti editr., pp. 83-88).<br \/>\nDispiace avanzare dubbi sull&#8217;attendibilit\u00e0 del saggio su Pompei di Alberto Angela, un bravo giornalista e divulgatore culturale televisivo, in fondo incolpevole perch\u00e9 per le proprie ricerche si \u00e8 basato su opere scritte al riguardo da un autore latino finora ritenuto insospettabile e da specialisti, per lo pi\u00f9 stimati accademici del tempo passato e di quello presente.<br \/>\nPiano piano, a mio immodesto parere, si dovr\u00e0 finire per ammettere che questi studiosi si sono lasciati ingannare da un grande giullare colto, il quale grazie alla sua intelligenza superiore e alla sua abilit\u00e0 straordinaria \u00e8 riuscito a celarsi dietro poeti come Omero e Virgilio, storici come Tucidide, Livio e Tacito, filosofi come Platone, filosofi-scienziati come Aristotele e Teofrasto, filosofi-teologi come sant&#8217;Agostino e san Tommaso.<br \/>\nFra l&#8217;altro in un primo tempo fu anche maestro e amico di Dante.<br \/>\nForse anche la\u00a0<em>Commedia\u00a0<\/em>senza di lui non sarebbe neppure stata scritta, sia perch\u00e9 Dante non avrebbe avuto le basi culturali necessarie per farlo, sia perch\u00e9 il poema sacro in una buona parte nasce dall&#8217;odio vendicativo del sommo poeta contro il nemico Cecco.<br \/>\nPerch\u00e9 a Firenze non si mostra la minima volont\u00e0 di affrontare un problema come questo?<br \/>\nBenigni esaltatore di Dante e del capoluogo toscano serve solo a strappare qualche risata a milioni di spettatori televisivi, ma la sua preparazione, a guardare bene, si rif\u00e0 in parte anche alla lettura e allo studio degli scritti dei maggiori dantisti del nostro tempo, che sono riusciti a dire poco di sostanziale sulla formazione del sommo poeta e sull&#8217;interpretazione di passi controversi della sua\u00a0<em>Commedia<\/em>, fallendo nel tentativo di mettere a fuoco con maggiore precisione alcuni episodi che coinvolgono personaggi di primo piano.<br \/>\nFinora, per esempio, dopo tante barbose letture dantesche e studi accademici poco incisivi, non si \u00e8 capito nemmeno chi si cela sotto il goloso Ciacco o il nudo e ustionato sodomita Brunetto Latini.\u00a0\u00a0Addirittura, in un canto del\u00a0<em>Purgatorio\u00a0<\/em>Dante prenderebbe le distanze da un falso quale la\u00a0<em>Vita nova<\/em>,\u00a0come ho sostenuto in un articolo del saggio\u00a0<em>Omero \u00e8 nato a Siena<\/em>\u00a0 (Siena 2012, Betti editr.,\u00a0pp. 117-120). E questo, se ho ragione, non torna a onore della cultura italiana e neanche del poeta italiano pi\u00f9 studiato e considerato unanimemente il pi\u00f9 grande: nessuno ancora ha compreso quanto l&#8217;abbia ferito profondamente un&#8217;opera come la\u00a0<em>Vita nova<\/em>, offensiva per lui e per la memoria di Beatrice.<br \/>\nAddirittura, a mio parere la chiave per la soluzione della questione omerica, e di tutto il resto a questa legato, \u00e8 celata nelle opere minori cosiddette di Dante, finora travisate, se ho ragione nel sostenere che il sommo poeta in esse viene preso elegantemente per il bavero.<br \/>\nSar\u00e0 difficile che quanto ho scritto riesca a distogliere il forte interesse di lettori e spettatori televisivi dall&#8217;immagine tradizionale di Nerone che, fatto appiccare l&#8217;incendio a Roma, riversa la colpa di quello sui cristiani, e anche da quella di Plinio il Giovane ansioso di informare Tacito sulla tragedia immane di Pompei.<br \/>\nLa spiegazione per me pi\u00f9 vicina alla realt\u00e0 \u00e8 nel fatto che dietro gli storici di quegli eventi si cela il senese, il quale vede in guerre e catastrofi naturali la punizione divina di quanti eccedono in potenza e ricchezza. In Nerone che a Anzio, accompagnandosi sulla cetra, canta l&#8217;incendio di Troia c&#8217;\u00e8 anche un gioco allusivo, sottile ma evidente.<br \/>\nCecco, che nella sua\u00a0<em>Eneide\u00a0<\/em>ha descritto l&#8217;incendio di Troia, madre di Roma, si nasconde sotto le vesti di un imperatore apparentemente un po&#8217; pazzo, ma in effetti visto come uno strumento della vendetta divina nei confronti di un impero divenuto troppo potente.<br \/>\nAppare strano che il suo sonetto pi\u00f9 famoso cominci con\u00a0<em>S&#8217;i&#8217; fosse foco, ardere&#8217; il mondo<\/em>? Lui non scrive mai niente per caso. Ecco completato il gioco allusivo di cui ho parlato poco sopra.<br \/>\nQuesto \u00e8 l&#8217;Angiolieri: quando tramite i suoi pseudonimi Omero, Lucrezio e Boccaccio, narra rispettivamente nell&#8217;<em>Iliade<\/em>, nel\u00a0<em>De rerum natura<\/em>\u00a0e nel <em>Decameron\u00a0<\/em>le vicende drammatiche dell&#8217;esercito greco, degli abitanti di Atene e di quelli di Firenze colpiti dalla peste, quando per mano del suo\u00a0<em>alter ego<\/em>\u00a0Plinio il Giovane descrive Pompei soffocata e sommersa dalle ceneri del Vesuvio, intende additare con quei tragici eventi il destino dei popoli che oltrepassano la misura spinti dalla follia delle passioni e dei desideri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato sul periodico \u201cLe Antiche Dogane\u201d nel\u00a0\u00a0marzo 2015<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul \u201cGiornale\u201d del 27 marzo 2014 ho letto che Pietrangelo Buttafuoco ha scritto con l&#8217;attore Edoardo Sylos Labini una\u00a0pi\u00e9ce\u00a0su Nerone, che dovrebbe essere andata in scena nell&#8217;ottobre successivo al teatro.. <a href=\"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/i-limiti-della-storia-e-la-vendetta-di-cecco\/\" class=\"readmore\">read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":49,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/167"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=167"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":283,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/167\/revisions\/283"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/49"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}