{"id":160,"date":"2015-11-25T12:21:39","date_gmt":"2015-11-25T11:21:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.menottistanghellini.com\/wordpress\/?page_id=160"},"modified":"2016-01-07T10:49:41","modified_gmt":"2016-01-07T09:49:41","slug":"un-verso-di-virgilio-a-ground-zero-scuote-le-basi-culturali-delleuropa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/un-verso-di-virgilio-a-ground-zero-scuote-le-basi-culturali-delleuropa\/","title":{"rendered":"Un verso di Virgilio a Ground Zero scuote le basi culturali dell&#8217;Europa."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A New York, sul monumento in memoria delle vittime dell&#8217;11 settembre, campeggia la traduzione\u00a0\u00a0inglese del verso virgiliano\u00a0<em>Nulla dies umquam memori vos eximet aevo<\/em>\u00a0del IX libro dell&#8217;<em>Eneide<\/em>: NO DAY SHALL ERASE YOU FROM MEMORY OF TIME\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Virgil.<br \/>\nLa mia impressione immediata \u00e8 che nessun altro verso avrebbe meglio potuto esprimere il concetto che \u201cnessun altro giorno tragico come questo potr\u00e0 cancellarvi dalla memoria dei posteri\u201d.<br \/>\nI guai vengono fuori quando si esamina il passo del poema da cui il verso \u00e8 stato ripreso, vale a dire l&#8217;episodio dei giovani Eurialo e Niso. Le contestazioni non sono mancate, come ha messo in evidenza Alessandro Schiesaro in un articolo apparso sul\u00a0<em>Domenicale<\/em>\u00a0del quotidiano \u201cIl Sole 24 Ore\u201d (10 agosto 2014). Scrive Schiesaro che dopo l&#8217;inaugurazione le polemiche si sono fatte pi\u00f9 intense su un verso di uno degli episodi pi\u00f9 famosi dell&#8217;<em>Eneide<\/em>, che il filologo riassume cos\u00ec:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa guerra tra i Troiani e i Latini che li respingono dalle proprie terre \u00e8 iniziata da poco&#8230; Cala la notte sull&#8217;accampamento troiano. Niso, e il pi\u00f9 giovane Eurialo, \u00abdi cui nessuno pi\u00f9 bello fu tra i fidi d&#8217;Enea\u00bb, fanno da guardia alle porte, ma bramano di poter colpire il nemico in una sortita. \u00c8 una folle passione a animarli, l&#8217;unica strada per attingere alla gloria. Invasati fanno strage di uomini in preda al sonno e al vino. Eurialo indossa l&#8217;elmo strappato alle spoglie di Messapo. Cavalieri nemici lo avvistano sulla via del ritorno. Niso torna indietro a difenderlo, per morire anch&#8217;egli abbattuto sul compagno gi\u00e0 esanime. \u00c8 alla fine di questo episodio che Virgilio, per l&#8217;unica volta in tutto il poema, prende la parola in prima persona. \u00abFortunati l&#8217;uno e l&#8217;altro! Se posson qualcosa i miei versi \/ mai nessun giorno al ricordo vi toglier\u00e0 dei futuri, \/ fin che la casa d&#8217;Enea del Campidoglio l&#8217;immobile \/ rupe d\u00f2mini e il padre Romano abbia impero\u00bb (cos\u00ec traduce Rosa Calzecchi Onesti)\u201d.<br \/>\nAlice Greenwold, la direttrice del\u00a0<em>National Memorial<\/em>, alla obbiezione che chi ha scelto quel verso non deve aver letto Virgilio ha ribattuto non essere tanto importanti i dettagli della narrazione virgiliana quanto il riferimento al fatto che \u201cun singolo giorno non potr\u00e0 cancellare la memoria di coloro che amiamo\u201d. Secondo Schiesaro nessun giorno futuro, non quello della loro morte, pu\u00f2 cancellare la memoria dei caduti. Io all&#8217;inizio ho parlato di \u201cnessun giorno altrettanto tragico\u201d.<br \/>\nForse sar\u00e0 meglio sorvolare sull&#8217;interpretazione del verso, ma non ha tutti i torti Schiesaro a sostenere che esso pu\u00f2 farsi\u00a0<em>memorial<\/em>\u00a0solo se si dimenticano Eurialo, Niso, l&#8217;<em>Eneide<\/em>\u00a0e in fondo anche Virgilio: \u201cEurialo e Niso sono celebrati non perch\u00e9 vittime, ma perch\u00e9 autori di una strage notturna che comunque stride con i canoni del duello epico a viso aperto\u201d. Inoltre il gesto dello stesso Niso \u201crisulta monco se si ignora la tensione omoerotica tra il nuovo Achille e il nuovo Patroclo\u201d.<br \/>\nTermina lo studioso aggiungendo: \u201cDopo le polemiche, il verso resta al suo posto, unito al nome dell&#8217;autore. \u00c8 scomparso, invece, il riferimento all&#8217;<em>Eneide<\/em>, nella speranza, si presume, che questo ulteriore gesto di decontestualizzazione attenui il potenziale eversivo della citazione\u201d. Tutto ci\u00f2 ha\u00a0\u00a0sortito l&#8217;effetto opposto \u201criportando l&#8217;<em>Eneide<\/em><em>\u00a0<\/em>e il suo poeta al centro della discussione e dimostrando che davvero non esistono testi senza contesto, e senza interpretazione&#8230;\u201d.<br \/>\nDa parte mia, pur d&#8217;accordo in generale con gli argomenti dei contestatori e di Schiesaro, ritengo che si possa andare oltre nella questione, se ho ragione a sostenere da qualche anno che l&#8217;<em>Eneide<\/em>\u00a0a noi tramandata dai codici non \u00e8 opera autentica di un poeta chiamato Virgilio, bens\u00ec un falso medievale di Cecco Angiolieri, che \u201cpass\u00f2 la sua lunga vita a ricreare la cultura del mondo classico e medievale scomparsa durante il periodo delle invasioni barbariche e dei secoli bui a esse susseguiti\u201d, come ho scritto nell&#8217;introduzione del mio ultimo saggio.<br \/>\nLa questione non si limita a Virgilio, cui ho dedicato due articoli nei libri\u00a0<em>La grandezza di Cecco sconvolge l&#8217;Europa<\/em><em>\u00a0<\/em>(Aracne 2011) e\u00a0<em>Risolta la questione omerica<\/em>\u00a0(Betti editr., Siena 2012), ma coinvolge tutta quanta la cultura classica, come sostengo nel mio recente<em>\u00a0<\/em><em>L&#8217;Umanesimo, la grande beffa di Cecco Angioleri\u00a0<\/em> (Siena 2014, ilmiolibro.it).<br \/>\nA questo punto, facendo riferimento soprattutto a un articolo sul\u00a0<em>Culex<\/em>\u00a0virgiliano che figura nel mio saggio sulla questione omerica, riassumer\u00f2 in breve quanto negli ultimi anni ho scoperto su Cecco: imbevuto in giovent\u00f9 di ideali patarini, mai del tutto ripudiati, e animato da una visione francescana della vita, condannato a Siena da un tribunale ecclesiastico per eresia e divenuto un morto vivente costretto all&#8217;esilio, ama la semplicit\u00e0 dell&#8217;esistenza dei pastori, che rifuggono dalle lotte crudeli e dalle guerre cruente, figlie della ricchezza eccessiva che porta solo insoddisfazione e angoscia. Il modo di vivere del pastore viene da lui contrapposto a quello del guerriero. Per capirlo basta leggere alcuni poeti sotto i quali si cela il falsario senese.<br \/>\nPastore equivarrebbe a poeta, e di poeti-pastori sono piene le letterature di Grecia e di Roma, ricreate da un Angiolieri geniale, finora ritenuto solo un bravo poeta realistico medievale, guastato da una vita sregolata e dissipata, a mio parere solo un semplice espediente diversivo su cui il senese ha calcato la mano.<br \/>\nE neppure si pu\u00f2 escludere dal novero di questi poeti-pastori un personaggio di Cecco-Omero come il Ciclope Polifemo (ce lo attestano il significato del suo nome e i suoi amori con Galatea descritti in un idillio da un Teocrito molto sospetto), sotto il quale si cela il senese che sembra voler vendicare con il suo comportamento crudele e selvaggio i pacifici troiani, dediti prevalentemente alla pastorizia, con il pretesto di un&#8217;umanissima vicenda amorosa aggrediti, depredati e quasi sterminati dai greci avventurieri, assetati di rapine e di bottino.<br \/>\nDei greci i romani, apparentati con i troiani capeggiati da Enea, giunti esuli in Italia, hanno ripreso gli ideali di potenza e di sopraffazione.<br \/>\nIdentici sono i motivi di fondo che pervadono le opere di poeti come Properzio, Tibullo, Virgilio, Orazio, Ovidio, e anche quelli di storici come Livio, Svetonio e Tacito, della cui attivit\u00e0 la molla vera e segreta \u00e8 tutta da scoprire, perch\u00e9 a un lettore attento non sfugge l&#8217;avversione profonda presente nelle loro composizioni contro lo spirito di conquista e di oppressione che ha animato i romani volti al dominio del mondo.<br \/>\nI capolavori infiniti del cristiano eretico Cecco, che apparentemente tenderebbero a celebrare il glorioso percorso del popolo romano verso lo splendore di un impero inimitabile e inarrivabile, in effetti mirano solo a dimostrare che potenza e ricchezza, non sostenute da princ\u00ecpi di vera giustizia e di fratellanza, sono cose effimere, maestosi edifici costruiti sulla sabbia: la seconda Roma, pi\u00f9 grande e pi\u00f9 civile, sar\u00e0 quella che sorger\u00e0 sulle basi dei pi\u00f9 umani ideali religiosi e morali cristiani. Condivisibile o no, questo appare il pensiero di fondo che anima le opere di Cecco, celato sotto le vesti dello storico Orosio e di altri suoi pseudonimi, fra cui uno \u00e8 sant&#8217;Agostino, ma c&#8217;\u00e8 da tenere presente che un\u00a0<em>alter ego<\/em><em>\u00a0<\/em>del senese risulta anche il Platone padre di uno stato ideale organizzato in base a criteri comunistici.<br \/>\nIl tutto apparir\u00e0 forse un po&#8217; sbrigativo, ma \u00e8 sufficiente per capire le contraddizioni presenti nell&#8217;episodio di Eurialo e Niso dell&#8217;<em>Eneide<\/em>.<br \/>\nRisulta contraddittorio che Cecco-Virgilio celebri la morte dei due giovani i quali, in cerca di gloria e bottino, durante una loro sortita notturna hanno fatto strage di nemici immersi nel sonno, ma nelle scaturigini di un impero sorto dalle lotte di un popolo costretto a lasciare la propria terra, il sangue e le rapine sono qualcosa di inevitabile, e perfino giustificabile in vista di una seconda Roma pi\u00f9 grande e civile.<br \/>\nTuttavia nell&#8217;episodio, come ha messo in luce Schiesaro, c&#8217;\u00e8 anche il rapporto omoerotico fra Eurialo e Niso, spiegabile in base alla natura bisessuale dell&#8217;autore: Dante, amico-alunno di Cecco, e in seguito suo fiero avversario, per vendetta lo pone nel girone infernale dei peccatori contro natura, celato sotto il nome di Brunetto Latini, come nessuno prima di me aveva compreso.<br \/>\nCecco-Boccaccio nelle\u00a0<em>Esposizioni<\/em>, parlando di un sodomita nominato nella <em>Commedia<\/em>, giustificher\u00e0 indirettamente questa propria condotta peccaminosa come una breve parentesi giovanile, ma la sua inclinazione verso i rapporti omoerotici trapela dalle opere di tutti i suoi infiniti pseudonimi, giunte fino a noi tramite i codici medievali, da Omero, Saffo, Platone, Virgilio, fino a Petronio Arbitro e oltre. Lo stesso personaggio di Alessandro Magno, novello Achille, al centro delle narrazioni di vari prestanome angioliereschi, non sembra sfuggire a siffatta tendenza, di cui ho scoperto le tracce anche nel Cecco-Agostino delle <em>Confessioni<\/em>.<br \/>\nCecco-Virgilio ama tanto i suoi giovani personaggi, belli come Eurialo, quanto Cecco-Socrate \u00e8 attirato dalla bellezza e dalla cultura di Alcibiade. Lui da patarino mai pentito \u00e8 incline alla sessualit\u00e0 libera, e odia e aborre la violenza, le guerre sanguinose e il desiderio di potenza e di ricchezza alle loro radici.<br \/>\nL&#8217;<em>Iliade<\/em>\u00a0e l&#8217;<em>Eneide<\/em>\u00a0stanno a provarlo. I duelli infiniti e le stragi mirano a generare nel lettore un senso di sgomento e di ripulsa. Dietro la morte prematura di tanti giovani eroi si avverte il dolore profondo del poeta che ne ha descritta la breve parabola di gloria e di sangue. Le frequenti espressioni formulari omeriche come \u201cGli si sciolsero le ginocchia\u201d e \u201cLa tenebra gli vel\u00f2 gli<em>\u00a0<\/em>occhi\u201d appaiono intrise di mestizia e di lacrime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto mi rimane solo da aggiungere che, se non si pu\u00f2 fare a meno di capire le ragioni di chi come Schiesaro e altri hanno criticato l&#8217;opzione di quel verso per ricordare la strage dell&#8217;11 settembre, tuttavia apparirebbe obbligata la scelta di un autore simile, all&#8217;opera pi\u00f9 significativa del quale attingere un epitaffio per quella tragedia immane.<br \/>\nCecco, senese del Due-Trecento, era un grande falsario che celava in s\u00e9 poeti come Omero, Archiloco, Saffo, Lucrezio e Virgilio, filosofi come Platone, Aristotele, Agostino e Tommaso d&#8217;Aquino, storici come Erodoto, Tucidide, Tito Livio, Tacito e Paolo Diacono.<br \/>\nQuel verso scelto per il\u00a0<em>National Memorial<\/em>\u00a0di Ground Zero sar\u00e0 anche discutibile, ma basta il nome pregnante di Virgilio per imprimere sul ricordo di quella tragedia un suggello che durer\u00e0 finch\u00e9 ci sentiremo legati alla grande cultura europea scomparsa negli anni bui: su di essa, ricreata da Cecco il falsario, ci piaccia o no, poggiano le basi della nostra civilt\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ho ragione a sostenerlo, Alice Greenwald avrebbe diritto a chiedere agli specialisti, che contestano con argomenti precisi e puntuali la scelta di quel verso, perch\u00e9 in tanti anni nessuno di loro si sia accorto che tutto lo splendido edificio umanistico, studiato, analizzato e interpretato con cura nei singoli particolari, assomigli a un bel castello di carte.<br \/>\nSi pu\u00f2 arrivare a discutere sull&#8217;opportunit\u00e0 della scelta di un verso che fa parte dell&#8217;<em>Eneide<\/em>, ma non a giustificare l&#8217;incomprensione totale durata secoli di un poema epico risalente al tardo Medioevo, ritenuto autentico fino ai nostri giorni.<br \/>\nSe io, maestrucolo aspirante filologo, venissi chiamato in causa, non esiterei a spiegare che ci\u00f2 \u00e8 avvenuto perch\u00e9 nessuno di quegli illustri studiosi aveva una conoscenza approfondita del volgare senese antico, la chiave per accedere con successo alla questione omerica e a quelle non meno ardue e misteriose legate alle letterature classiche e altomedievali europee.<br \/>\nQuella chiave \u00e8 mancata anche a Lachmann, Wolf e Wilamovitz, forse i pi\u00f9 grandi filologi di ogni tempo. La strenua difesa di quanti sostengono a spada tratta l&#8217;assetto attuale delle letterature europee, e non sono dilettanti ma specialisti accademici, incentrata sull&#8217;argomento che un solo autore non avrebbe neanche potuto trovare il tempo necessario per attuare la met\u00e0 di un piano letterario simile, non \u00e8 degna di studiosi con apprezzate carriere universitarie alle spalle: per capire la grandezza di un artista fuori dell&#8217;ordinario, un po&#8217; di cultura e di tecnica filologica non bastano.<br \/>\nDai falsi di Cecco in greco, in latino e nei volgari europei pi\u00f9 importanti, a saperli leggere, si avvertono le tematiche e lo stile singolare di un genio impareggiabile.<br \/>\nDi questo si dovrebbe incominciare a parlare se si avesse a cuore di fare piena luce su tutta la letteratura europea ritenuta essere giunta fino a noi per via diretta tramite i codici medievali, ma l&#8217;atteggiamento di netta chiusura, sprezzante e scostante di tutti gli studiosi, italiani e stranieri, che danno pi\u00f9 che altro l&#8217;impressione di temere per il loro futuro e le loro carriere, ha impedito finora ogni minimo dialogo e confronto.<br \/>\nUn grande editore italiano alcuni anni indietro mi scrisse dicendosi interessato alle mie ricerche sulle opere di Dante e disposto a recensirle. Lo accontentai inviandogli due o tre mie pubblicazioni sull&#8217;argomento. Non mi ha fatto sapere pi\u00f9 niente, certamente scandalizzato delle mie affermazioni che tutte le opere minori dell&#8217;Alighieri siano dei falsi di Cecco, che tuttora i dantisti non abbiano saputo dare una spiegazione decente di passi importanti della prima e della seconda cantica della\u00a0<em>Commedia<\/em>\u00a0e che, a guardare bene, il sommo poeta risulti molto diverso dallo stereotipo che si continua a dare di lui.<br \/>\nDa allora ogni tentativo di fare conoscere il punto di arrivo delle mie ricerche tramite quotidiani e periodici \u00e8 fallito. Non credo di essere un mitomane o uno sprovveduto: in tempi lontani mi laureai in Papirologia greca, primo in Italia.<br \/>\nChe io non segua il metodo, a mio parere dimostratosi fallimentare, da lungo tempo in uso nel sodalizio filologico, non vuol dire niente: importante \u00e8 stato arrivare a qualcosa di concreto, che forse rivoluzioner\u00e0 l&#8217;assetto delle letterature europee del passato.<br \/>\nNon \u00e8 un po&#8217; strano che finora sia rimasta ignota la paternit\u00e0 di grandi capolavori come\u00a0<em>Beowulf<\/em>,\u00a0<em>Nibelunghi<\/em>,\u00a0<em>Chanson de Roland<\/em>,\u00a0<em>Poema del mio Cid<\/em>,\u00a0<em>Digen\u00ecs Akr\u00ectas<\/em>?<em>\u00a0<\/em>Penso<em>\u00a0<\/em>che gli inglesi, i tedeschi, i francesi, gli spagnoli e i greci un certo interesse per tutto questo dovrebbero averlo. Ne ho parlato in un saggio del 2011, segnalando prove evidenti e facendo nome e cognome di chi per me ne \u00e8 l&#8217;unico autore, ma finora nessuno ha speso una sola parola al riguardo.<br \/>\nSe ho ragione, specialisti accademici di tutto il mondo finiranno per fare una figura molto magra. Si accapigliano su un verso, ma hanno compreso molto poco su migliaia di pagine della cosiddetta cultura europea, che poi \u00e8 tutta di marca italiana, grazie al geniale falsario Cecco Angioleri, nativo di una Siena che appare racchiudere in s\u00e9 la grande cultura scomparsa di Atene, di Roma e della civilt\u00e0 altomedievale, conosciuto anche sotto lo pseudonimo di Giovanni Boccaccio da Certaldo, un paese ironicamente celebrato nello stesso\u00a0<em>Decameron<\/em>\u00a0per la qualit\u00e0 delle sue cipolle: il senese dai mille volti con i suoi falsi sublimi in latino ingann\u00f2 anche l&#8217;amico umanista Francesco Petrarca, che gli voleva bene ma non lo teneva in grande considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quest&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato sul periodico \u201cLe Antiche Dogane\u201d\u00a0<\/em><em>\u00a0<\/em><em>nel dicembre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A New York, sul monumento in memoria delle vittime dell&#8217;11 settembre, campeggia la traduzione\u00a0\u00a0inglese del verso virgiliano\u00a0Nulla dies umquam memori vos eximet aevo\u00a0del IX libro dell&#8217;Eneide: NO DAY SHALL ERASE.. <a href=\"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/articoli\/un-verso-di-virgilio-a-ground-zero-scuote-le-basi-culturali-delleuropa\/\" class=\"readmore\">read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":49,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":260,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160\/revisions\/260"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/49"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.menottistanghellini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}